Food Forward Europe: il 20% dei sussidi PAC vada alle proteine vegetali

È necessario che la politica faccia scelte lungimiranti, sostenendo le produzioni agricole dirette al consumo umano e riducendo il supporto destinato agli allevamenti intensivi.

06/05/2026 · 4 min di lettura
Food Forward Europe: il 20% dei sussidi PAC vada alle proteine vegetali

Un nuovo report del nostro partner Food Forward Europe (FFE), alla cui stesura ha contribuito anche REFOOD, propone di riallocare almeno il 20% dei sussidi della Politica Agricola Comune (PAC) oggi assorbiti da allevamenti e mangimi verso le proteine vegetali destinate al consumo umano diretto. Una richiesta concreta, fiscalmente neutrale e politicamente realistica, che punta a rendere il sistema alimentare europeo più resiliente, più sano e meno dipendente dalle importazioni. Il documento è stato pubblicato in un momento in cui iniziano le discussioni al Parlamento europeo in vista della riforma della PAC post-2027.

Una PAC sbilanciata: oltre l’80% dei fondi finisce agli allevamenti

Con un budget di circa 378 miliardi di euro per il periodo 2021–2027, la PAC è uno dei più grandi programmi di spesa pubblica dell’Unione Europea. Eppure la sua architettura è fortemente squilibrata: oltre l’80% dei sussidi finisce, direttamente o indirettamente, alla zootecnia. Circa il 38% sostiene direttamente gli allevamenti, mentre un ulteriore 44% finanzia la produzione di mangimi e altri input destinati agli animali.

Le colture pensate per le persone — legumi, proteaginose, fonti proteiche vegetali — ricevono invece una quota molto limitata.

Il risultato è un modello che lascia l’Europa fortemente dipendente dall’esterno: il 94% della soia utilizzata nell’UE è importata, spesso da aree colpite da deforestazione; due terzi dei cereali europei finiscono nei mangimi; il 70% della superficie agricola è legato in qualche modo alla zootecnia.

Il contributo di REFOOD al report

Il report è il risultato di un lavoro corale tra organizzazioni europee della società civile, tra cui noi di REFOOD.

«La nostra è una proposta che punta a correggere uno squilibrio strutturale, destinando per la prima volta un budget significativo alle proteine vegetali che finiscono nei piatti delle persone, non nelle stalle. Si tratta della strada obbligata per rendere l’Europa autosufficiente nella produzione di cibo. Crediamo sia ragionevole e strategico che la politica sostenga gli allevatori che vogliono avviare una riconversione verso la produzione di colture vegetali».
Alessandro Ricciuti, Presidente di REFOOD e Head of EU Strategy di Food Forward Europe

60 miliardi per la transizione proteica, senza nuova spesa pubblica

In termini concreti, la riallocazione del 20% proposta da FFE corrisponde a circa 60 miliardi di euro in sette anni, ovvero 8,5 miliardi all’anno. Una cifra rilevante, ma sostenibile: non si tratta di nuova spesa, ma di spostare risorse pubbliche già stanziate verso obiettivi più coerenti con le sfide ambientali, sanitarie e geopolitiche che l’Europa ha davanti.

Il report propone una transizione graduale:

  • almeno il 5% riallocato entro il 2030;
  • almeno il 10% entro il 2032;
  • il 20% entro la fine del prossimo periodo di programmazione.

A questa misura cardine si affiancano sei azioni complementari, dalla creazione di una linea di bilancio dedicata alle proteine vegetali per il consumo umano, fino al sostegno alle aziende agricole che vogliono diversificare la produzione e ridurre la dipendenza dalla soia importata.

Una proposta di buon senso

La proposta arriva in un contesto in cui la domanda dei consumatori sta già cambiando: in Europa le vendite di alimenti a base vegetale sono cresciute del 49% tra il 2018 e il 2020 e diversi Stati membri hanno già adottato strategie nazionali sulle proteine vegetali.

Anche i benefici sono evidenti: maggiore autonomia proteica per l’Unione, minore dipendenza dai mercati internazionali, riduzione delle emissioni (oggi la zootecnia pesa per circa il 65% delle emissioni agricole UE, fino all’81–86% considerando mangimi, lavorazione e trasporti), diversificazione delle aziende agricole e nuove opportunità economiche per chi vuole cambiare modello produttivo.

Il report insiste su un punto cruciale: la riforma deve riguardare le proteine destinate direttamente alle persone, non quelle che, pur vegetali, continuano a finire nei mangimi. Una distinzione fondamentale per evitare che la transizione diventi una scritta sulla carta.

Il 19 maggio il webinar pubblico di Food Forward Europe

Per presentare il report e raccogliere il contributo di parlamentari, addetti ai lavori e cittadini, FFE ha organizzato un webinar aperto al pubblico martedì 19 maggio 2026. Tra i relatori sarà presente Alessandro Ricciuti, Presidente di REFOOD e Head of EU Strategy di Food Forward Europe.

L’iscrizione è gratuita ed è possibile registrarsi a questo link.

Il report completo e l’executive summary sono disponibili su foodforwardeurope.org.

Non ci fermiamo qui

La riforma della PAC post-2027 si sta scrivendo in queste settimane a Bruxelles. Per noi di REFOOD è un’occasione che l’Europa non può permettersi di mancare: la prossima Politica Agricola Comune può continuare a finanziare un sistema che produce vulnerabilità — climatica, sanitaria, geopolitica — oppure iniziare a costruire un’agricoltura più diversificata, più sovrana e più sostenibile, capace di affrontare le sfide dei prossimi decenni.

Nei prossimi mesi continueremo a seguire da vicino il negoziato europeo e a portare la voce dei cittadini italiani in quel dibattito. Iscriviti al webinar del 19 maggio per saperne di più, e leggi il report per esplorare nel dettaglio l’analisi e le proposte.

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