“Mense Più Green”: la nostra richiesta è stata raccolta dalla politica

Oggi alla Camera è stata presentata la proposta di legge a prima firma di Eleonora Evi (PD) per garantire opzioni vegetali sane, equilibrate e sostenibili nelle mense pubbliche.

14/04/2026 · 4 min di lettura
Flash-mob dopo la presentazione della proposta di legge "Mense più Green" alla Camera dei deputati il 14 aprile 2026

Una proposta di legge punta a garantire opzioni vegetali sane, equilibrate e sostenibili nelle mense di ospedali, scuole, università, uffici pubblici, RSA, penitenziari e strutture di accoglienza. Il testo, presentato oggi in conferenza stampa e di cui è prima firmataria l’On. Eleonora Evi (PD), raccoglie le istanze portate avanti da REFOOD con la campagna «Mense Più Green».

Più scelta, più salute, più sostenibilità

La proposta di legge «Sostegno alla dieta mediterranea attraverso la valorizzazione di opzioni alimentari sane e sostenibili nelle mense pubbliche» chiede di inserire una maggior varietà di fonti vegetali nei menù della ristorazione collettiva. L’obiettivo è duplice: garantire pasti sani ed equilibrati e offrire una reale alternativa a chi, per motivi etici, religiosi, culturali o di salute, non può o non vuole consumare cibi di origine animale.

In ospedale, all’università, a scuola o in ufficio, nelle RSA, nei penitenziari e nelle strutture di accoglienza deve essere assicurato il giusto apporto proteico anche da fonti vegetali. Il testo raccomanda inoltre attenzione alla sostenibilità ambientale, alla stagionalità dei prodotti e alla territorialità: un modello che, grazie alla riduzione degli sprechi e al maggiore ricorso ai legumi, consentirebbe anche un contenimento dei costi.

Il contributo di REFOOD e la campagna «Mense Più Green»

La proposta riflette alcune osservazioni portate avanti da noi di REFOOD, tramite la nostra campagna «Mense Più Green».

«Noi come cittadini, semplicemente attraverso il modo di alimentarci, possiamo incidere su tante dinamiche, che vanno dal rapporto con gli animali all’impatto ambientale. Sono sempre di più i cittadini che per ragioni etiche, religiose o d’altro genere scelgono un’alimentazione vegetale, ma in mensa non trovano menù adatti e pasti vegetali sani ed equilibrati.»
Alessandro Ricciuti, Presidente di REFOOD

Un sondaggio condotto nel 2025 da REFOOD in 80 ospedali, tra pazienti e lavoratori, rivela che il 36,9% degli intervistati non ha avuto accesso ad alcuna opzione vegetale durante la degenza o il turno di lavoro. Le testimonianze raccolte sono emblematiche:

«Mi hanno dato prosciutto e minestrina con brodo di carne, anche se avevo avvisato che sono vegana.»

«A me hanno dato per 3 giorni solo bietole bollite.»

Non solo scelte personali: una questione di salute pubblica

«La carne che consumiamo nel mondo è troppa – ha spiegato in conferenza stampa Eleonora Evi – e il concetto di proteine non deve essere circoscritto solo a quelle animali. Vogliamo ripartire dalla dieta mediterranea e mettere il focus sui cibi vegetali». Rilevante anche l’impatto ambientale: «Il 70% dei terreni agricoli è destinato a produrre mangimi per gli allevamenti», ha ricordato la deputata, auspicando che la proposta – che ha già raccolto varie adesioni – trovi supporto tra parlamentari di diversi orientamenti politici.

La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) evidenzia che in Italia il modello della dieta mediterranea è scarsamente seguito, soprattutto tra bambini e adolescenti, con consumi di carne superiori alle soglie prudenti e apporti di verdure e cereali integrali spesso inadeguati.

Intervenire sull’offerta alimentare significa agire sulla prevenzione di molte malattie. Come ricorda Giada Guidi, della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV), intervenuta nella conferenza stampa, «oltre metà della mortalità in Italia è dovuta a patologie come malattie cardiovascolari e tumori, fortemente influenzate da fattori di rischio modificabili. Un italiano su due è in situazione di eccesso ponderale. Tra i bambini, uno su 3».

L’Italia in ritardo rispetto all’Europa

Molti Paesi europei si stanno già muovendo in questa direzione. «Il Portogallo è stato il primo Paese a rendere obbligatoria per legge, dal 2017, un’opzione vegetale in tutte le mense pubbliche – ha dichiarato Roberta Alessandrini di Physicians Association for Nutrition (PAN International) –. Nelle mense della Finlandia entro il 2030 si dovrà ridurre del 50% il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari. In Danimarca, Svezia, Polonia e nel Regno Unito ci sono norme che incentivano le fonti vegetali nei menù».

Un progetto pilota in OSPEDALE

Alla conferenza stampa, abbiamo anche annunciato che REFOOD, in collaborazione con SSNV, svilupperà nei prossimi mesi un progetto pilota presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana per introdurre più opzioni vegetali, sane e bilanciate, destinate a pazienti e personale, e per la formazione dei cuochi.

Non ci fermiamo qui

Nei prossimi mesi continueremo a seguire l’iter parlamentare affinché questa proposta venga calendarizzata e discussa. Inoltre, stiamo preparando altre iniziative per portare la discussione su questo tema che riteniamo così importante e trascurato.

Invitiamo tutti i cittadini a sostenere la proposta di legge firmando la petizione sulla pagina dedicata: redefine.food/mense-green.

✉️ RESTIAMO IN CONTATTO

Iscriviti alla newsletter di REFOOD per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti sulle nostre campagne.