Perché nasce la dieta planetaria EAT-Lancet
Se il nostro Pianeta potesse scegliere quale alimentazione adottare per i suoi abitanti, probabilmente indicherebbe una dieta capace di nutrire bene tutta la popolazione e, allo stesso tempo, di rispettare i suoi equilibri. È proprio con questo obiettivo che nasce la proposta della Commissione EAT-Lancet.
La Commissione EAT-Lancet, che riunisce esperti provenienti da 17 Paesi e da discipline diverse, nasce da un’iniziativa scientifica internazionale promossa dalla EAT Foundation e dalla rivista The Lancet, che riunisce esperti di nutrizione, salute pubblica, agricoltura, economia e scienze ambientali con l’obiettivo di definire linee guida basate sulle evidenze per sistemi alimentari sani e sostenibili.
Il nuovo rapporto 2025
Nel rapporto più recente, pubblicato nel 2025, la Commissione ha aggiornato le raccomandazioni del 2019 proponendo nuovi obiettivi scientifici per trasformare le diete e i sistemi alimentari in modo da migliorare la salute globale, ridurre l’impatto ambientale e promuovere maggiore equità nell’accesso al cibo.Secondo la Commissione, per proteggere simultaneamente la salute umana e quella del Pianeta è necessario orientarsi verso un modello alimentare sano, sostenibile ed a basso impatto ambientale.
Il risultato è una visione unitaria secondo cui ciò che fa favorisce e tutela la salute delle persone può e deve fare bene anche alla salute del Pianeta.
In altre parole, non si tratta di una dieta “di moda”, ma di un modello alimentare che riguarda ciascuno di noi: ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno può diventare uno strumento concreto di prevenzione e di tutela ambientale.
Quali sono i pilastri di questa dieta?
La dieta proposta, definita dieta globale o planetaria, pone al centro gli alimenti di origine vegetale, incoraggiando una marcata riduzione dei cibi di origine animale e un consumo contenuto di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale.
Secondo il rapporto, l’adozione su larga scala di questo stile alimentare potrebbe contribuire in modo significativo a ridurre l’incidenza di obesità e di patologie molto diffuse nei Paesi occidentali, come diabete di tipo 2 , malattie cardiovascolari e alcuni tumori, prevenendo ogni anno milioni di decessi.
A questo punto viene naturale chiedersi come mettere in pratica, nella vita quotidiana, una dieta che privilegia alimenti vegetali rispetto a quelli animali quali la carne, pesce, uova e latticini.
Come applicarla nella vita quotidiana (in Italia è più facile)
In realtà, per noi italiani è più facile di quanto si pensi, poiché questi cibi fanno parte della nostra tradizione culinaria: cereali, legumi, frutta secca, verdura e frutta fresca. Il cosiddetto “piatto EAT-Lancet” prevede metà piatto composto da verdure e frutta mentre l’altra metà suddivisa tra cereali integrali e fonti proteiche, privilegiando quelle vegetali.
Esempi di piatti in linea con questa composizione possono essere un’insalatona di cereali (pasta o riso integrali, farro, quinoa, avena) con ceci arrostiti e semi oleaginosi (zucca, girasole o sesamo), il tutto condito con olio extravergine di oliva e succo di limone in accompagnamento con carciofi o finocchio gratinati al forno e per finire frutta di stagione. Oppure una zuppa di lenticchie e verdure (patate, carote, sedano, cavolo) con pane integrale tostato e un filo di olio EVO a crudo o un cous cous integrale con verdure di stagione e polpettine di piselli e patata dolce e frutta fresca.
Questi sono esempi facili da inserire nella routine quotidiana e adattabili ai gusti personali. L’importante è iniziare in modo semplice aumentando gradualmente i pasti a base vegetale durante la settimana scegliendo cereali integrali al posto di quelli raffinati e utilizzando i legumi come fonte proteica fino ad arrivare a un consumo quotidiano abbinandoli con pasta, zuppe, insalate, come snack (arrostiti al forno con spezie), nei panini come creme (hummus), come farine da utilizzare per biscotti, torte, pancake, muffin, ecc.
I piccoli passi fanno la differenza
Non è necessario cambiare tutto dall’oggi al domani: anche piccoli passi, se costanti, fanno la differenza. E per quanto riguarda le proteine vegetali, queste si ricavano dalla varietà di alimenti vegetali consumati nel corso della giornata e, quando il fabbisogno calorico viene garantito, apportano quantità sufficienti di tutti gli aminoacidi essenziali (quelli che il nostro organismo non può sintetizzare autonomamente e deve assumere con la dieta).
A tal proposito, nel Report della Commissione EAT-Lancet viene messa in evidenza non solo la sostenibilità ambientale e benefici sulla salute umana, ma anche la piena adeguatezza nutrizionale delle proteine vegetali rispetto a quelle di origine animale.
Infine, si fa riferimento anche ad alcune raccomandazioni riguardanti alcuni nutrienti di cui è importante tenere conto per ottenere benefici per la salute e per la prevenzione delle malattie, e questo vale sia per chi sceglie un’alimentazione vegetariana sia per la popolazione generale.
Quali sono i nutrienti da monitorare?
Si tratta degli acidi grassi omega-3, del calcio, del ferro, della vitamina D e della vitamina B12. Ad eccezione della vitamina D, che ricaviamo con l’esposizione al sole, e della vitamina B12, che possiamo assumere con un integratore (la cianocobalamina è la forma più assimilabile), seguendo un’alimentazione varia e ben pianificata, eventualmente con il supporto di un professionista, possiamo adeguatamente coprire questi fabbisogni.
Un gesto quotidiano con impatto doppio
Scegliere cosa mettere nel piatto è un gesto quotidiano, semplice ma potente: può diventare un atto di cura verso noi stessi e verso il nostro Pianeta.
