Come l’Europa boicotta ambiente e salute

La Politica Agricola Comune (PAC) continua a destinare la stragrande maggioranza dei suoi fondi al settore zootecnico, mentre è sempre più urgente una transizione verso diete a base vegetale, per ragioni climatiche e sanitarie.

Paola Sobbrio
Paola Sobbrio 03/03/2026 · 5 min di lettura
Come l'Europa boicotta ambiente e salute

La Politica Agricola Comune (PAC) è la principale voce di spesa del bilancio dell’Unione Europea, rappresentando da sola circa un terzo dei fondi totali dell’UE. Si tratta di un vasto sistema di sussidi e programmi volto a sostenere gli agricoltori europei e a regolamentare la produzione alimentare. Storicamente, la maggior parte dei fondi della PAC è stata allocata in base alla dimensione delle aziende agricole (numero di ettari gestiti), piuttosto che seguendo obiettivi strategici o ambientali.

L’importanza della PAC è fondamentale per diversi motivi: 

  • Impatto economico e sociale: La PAC gestisce volumi enormi di denaro pubblico,  nel 2020 ha distribuito circa 50,6 miliardi di euro. Questi fondi sono vitali per la sopravvivenza di molti agricoltori: ad esempio, i produttori di carne bovina e ovina dipendono dai sussidi per circa il 96% del loro reddito
  • Influenza sugli stili di vita: Attraverso i sussidi, la PAC modella il modo in cui gli europei mangiano. Attualmente, il sistema favorisce in modo incomprensibilmente elevato i prodotti di origine animale, che ricevono circa il 77% di tutti i fondi PAC destinati alla produzione alimentare. Questo crea un vantaggio competitivo per carne e latticini rispetto ad alimenti più sani e sostenibili come i legumi, le verdure, la frutta, i semi, la frutta secca.
  • Sfide climatiche e ambientali: Il sistema alimentare è identificato come il principale fattore di superamento di cinque limiti planetari, tra cui il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità. Poiché i prodotti di origine animale causano tra l’81% e l’86% delle emissioni di gas serra della produzione alimentare dell’UE, le decisioni prese nell’ambito della PAC sono determinanti per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi.
  • Salute pubblica: La PAC influenza indirettamente i costi sanitari legati alla dieta. Le malattie associate al consumo di alimenti di origine animale nell’UE sono costate circa 452 miliardi di euro nel 2022; pertanto, riformare la PAC per sostenere diete più vegetali è considerata un’opportunità per migliorare la salute dei cittadini e ridurre la pressione sui sistemi sanitari.

Secondo una recente analisi di Foodrise basata su dati scientifici pubblicati su riviste peer review, nel 2020 la carne bovina e ovina ha ricevuto 580 volte più sussidi UE rispetto ai legumi.

Se manzo e agnello sono stati finanziati con una cifra pari a 8 miliardi di euro i legumi hanno ricevuto soltanto 14 milioni di euro. In altre parole: 580 volte di più per manzo e agnello rispetto a lenticchie, fagioli ed altri legumi.

Ma questa sproporzione non riguarda solo la carne, il settore lattiero-caseario, infatti, ha ottenuto circa 554 volte più fondi rispetto a quello di noci e semi.

Complessivamente, si stima che nel 2020 i prodotti di origine animale abbiano beneficiato di 39 miliardi di euro in sussidi PAC, rappresentando quasi un quarto (23%) dell’intero budget totale dell’UE e circa il 77% di tutti i fondi agricoli destinati alla produzione alimentare, mentre a  frutta e verdura sono stati destinati solo 3,6 miliardi ed ai  cereali 2,4 miliardi.

Un paradosso incredibile se si pensa che l’UE finanzia a suon di milioni di euro il programma frutta e verdura nelle scuole. 

Come l'Europa boicotta ambiente e salute
Photo by Jorge Maya on Unsplash

L’impatto ambientale e sanitario

Questo sistema di sussidi alimenta un modello produttivo che gli esperti considerano distruttivo. 

I prodotti di origine animale causano tra l’81% e l’86% delle emissioni di gas serra della produzione alimentare dell’UE, pur fornendo solo il 32% delle calorie e il 64% delle proteine consumate.

Oltre al clima, i costi per la salute pubblica sono enormi. Le malattie legate alla dieta e al consumo di alimenti di origine animale nell’UE hanno comportato costi sanitari stimati in 452 miliardi di euro nel 2022, come ha anche dimostrato lo studio Eat Lancet. L’agricoltura è inoltre responsabile della stragrande maggioranza dell’inquinamento da ammoniaca nell’aria e della contaminazione da azoto nelle acque, problemi causati principalmente dal letame e dall’uso eccessivo di fertilizzanti per i mangimi.

L’ostacolo delle lobby e della politica

Nonostante il Dialogo Strategico sul Futuro dell’Agricoltura dell’UE nel 2024 abbia riconosciuto la necessità di una transizione verso diete più vegetali, forti lobby agroindustriali hanno esercitato pressioni per mantenere lo status quo. Tra il 2014 e il 2020, l’industria della carne e dei latticini ha speso circa 15 milioni di euro in attività di lobbying presso l’UE.

Anche il Piano strategico della Pac 2023/2027 ha stabilito di di voler perseguire Obiettivi ambientali e Eco-schemi, per cui sono stati stanziati 44,7 miliardi di euro ma poi  sono state recentemente recentemente votate misure restrittive, come il divieto per i prodotti vegetali di usare termini come “bistecca” o “hamburger”.

Le raccomandazioni per il futuro

Il rapporto Foodrise e vari esperti suggeriscono una riforma radicale della PAC post-2027, proponendo di:

  • Ribilanciare i pagamenti per sostenere la diversificazione verso colture vegetali per il consumo umano diretto.
  • Istituire un Fondo per la Transizione Giusta dell’Agri-food per aiutare gli allevatori a riconvertire le proprie attività o ridurre il numero di capi in modo sostenibile.
  • Terminare l’uso di fondi pubblici per la promozione e il marketing di carne e latticini, che tra il 2016 e il 2020 ha assorbito il 32% del budget promozionale della PAC.

L’UE si trova oggi a un bivio strategico: le decisioni che verranno prese per la PAC del periodo 2028-2034 determineranno se l’Europa riuscirà a transitare verso un sistema alimentare sano, sostenibile e resiliente o se continuerà a finanziare un modello distruttivo.

Paola Sobbrio
SCRITTO DA Paola Sobbrio

Giurista esperta in normative sul benessere animale.

Dal 2005 insegno diritto e bioetica a livello universitario in corsi di laurea triennale, magistrale e dottorato. Dal 2010, per motivi di ricerca scientifica, mi occupo di biotecnologie nel settore alimentare, con particolare attenzione agli OGM e alle carni coltivate, sia per gli aspetti normativi che bioetici. Sono autore di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali e di monografie sul rapporto tra diritto ed etica in riferimento alle politiche e alla regolamentazione del "benessere animale". Per Refood ricopro il ruolo di Project Manager.