Se un ospedale è un luogo di salute, perché il cibo che offre non lo riflette? È la domanda da cui è partita la nostra campagna Mense Più Green. Per rispondere con i dati, nel 2025 abbiamo condotto un sondaggio sulla disponibilità e sulla qualità delle opzioni vegetali e sullo spreco alimentare nelle mense ospedaliere italiane. Abbiamo raccolto 379 risposte tra degenti e personale che usufruisce della mensa, in oltre 80 ospedali in tutta Italia. I risultati raccontano un sistema che fatica a mettere l’alimentazione al centro della cura.
I numeri principali
- 92% giudica scarsa o mediocre la qualità dei pasti vegetali disponibili
- 37% dei degenti non ha avuto accesso a nessuna opzione vegana
- 72% ha osservato frequente spreco di cibo
- 80+ ospedali coinvolti in tutta Italia
Tra i rispondenti, il 54,8% segue una dieta vegana, il 21% vegetariana, il 18% flexitariana e il 6,2% onnivora.
Cosa non funziona
Il quadro che emerge è chiaro. In molti ospedali le alternative vegetali semplicemente non esistono. Dove esistono, la confusione dietetica è la norma: vegano, vegetariano e senza glutine vengono scambiati tra loro, e i pazienti ricevono cibi incompatibili con la propria dieta. Le proteine vegetali sono ignorate: i legumi vengono trattati come contorno, mai come fonte proteica principale. E capita persino che carne e derivati animali vengano serviti a chi ha espressamente richiesto un pasto vegetale, anche in reparti oncologici e cardiologici.
Le voci dai reparti
Sono una paziente oncologica. Sono scioccata dal fatto che, durante la chemioterapia, venga somministrato ai pazienti prosciutto cotto a spron battuto. Gli ospedali dovrebbero guarirci non ammalarci o fare cattiva educazione!
Paziente — IRCCS San Matteo, Pavia, Oncologia
Ho fatto presente di essere vegana al prericovero. Il giorno dopo l’operazione mi hanno dato prosciutto cotto, minestrina con brodo di carne. Non mangiavo da 48 ore.
Paziente — San Luca, Pecetto Torinese, Ginecologia
I salumi, cancerogeni di tipo 1, sono proposti tutti i giorni, mentre i legumi, che dovrebbero essere la base di una dieta mediterranea, solo una volta a settimana.
Personale ospedaliero — Ospedale di Vimercate, Lombardia
Perché è importante
Le evidenze scientifiche sono solide: le diete a base vegetale sono associate a un minor rischio di diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari e tumori. La cattiva alimentazione costa circa 8 trilioni di dollari l’anno a livello globale in costi nascosti. E in Italia il 72% della popolazione è intollerante al lattosio. Offrire opzioni vegetali di qualità nelle mense ospedaliere non è una richiesta ideologica: è prevenzione, inclusione e risparmio per la sanità pubblica.
Unisciti al cambiamento
La salute in ospedale inizia dal piatto, e ogni firma conta. Firma la petizione per chiedere più opzioni vegetali nelle mense ospedaliere. Se sei un professionista sanitario, firma la lettera aperta al governo. Puoi anche sostenere la campagna con una donazione. Insieme possiamo trasformare le mense ospedaliere in luoghi che promuovono davvero la salute.
