I nostri obiettivi
- Aumentare l’offerta plant-based nella ristorazione collettiva. Abbiamo deciso di partire dagli ospedali, quali luoghi dedicati alla nostra salute, includendo sia il vitto per i degenti, sia mense per il personale.
- Sensibilizzare il pubblico sui benefici per salute, ambiente e inclusività di una alimentazione a base vegetale.
- Coinvolgere attivamente istituzioni, professionisti e cittadini creando un movimento collettivo e trasversale.
- Creare modelli replicabili, grazie a sperimentazioni concrete, unite alla collaborazione con partner qualificati.
- Diffondere report periodici, condividendo in modo trasparente i risultati, per tenere alta l’attenzione e promuovere l’espansione del progetto.
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PRIMO PASSO:
CAMBIARE
GLIOSPEDALI
Vogliamo migliorare il servizio ristorazione rivolto ai degenti, così come le mense per il personale, innescando un cambiamento in direzione di salute e sostenibilità. In questo percorso siamo supportati da partner di rilievo, anche in campo scientifico.
PERCHÉ GLI OSPEDALI?
Gli ospedali sono luoghi dedicati alla cura e al benessere, ma spesso il servizio ristorazione non rispecchia appieno questi valori.
Abbiamo fatto un esperimento sociale a Milano. Abbiamo chiesto alle persone di commentare una (finta) proposta di legge che permetterebbe di fumare nelle sale d’attesa degli ospedali.
Le reazioni? Sdegno e condanna. Perché è assurdo permettere un'azione che danneggia la salute in un luogo dedicato alla cura.
Ma c’è un’altra contraddizione di cui si parla poco: nelle mense ospedaliere si servono quotidianamente pasti con carne e derivati animali, nonostante il loro impatto sulla salute sia ben documentato.
Introdurre menù più vegetali negli ospedali ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei degenti e del personale sanitario che usufruisce delle mense ospedaliere.
Gli studi scientifici più accreditati evidenziano anche che i benefici di un simile approccio si estendono all'intera collettività, sotto forma di prevenzione di diverse malattie.
BENEFICI PER I PAZIENTI
Il miglioramento delle abitudini alimentari può ridurre l’incidenza di malattie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, ecc.), contribuendo a diminuire i costi per il sistema sanitario pubblico. In particolare, una transizione verso diete a base vegetale favorisce la salute pubblica e può tradursi in significativi risparmi economici, grazie alla prevenzione di patologie croniche.
MAGGIORE SCELTA PER IL
PERSONALE OSPEDALIERO
Migliora la qualità della vita degli operatori sanitari, che attualmente hanno a disposizione nelle mense scelte vegetali molto ridotte (spesso limitate a un solo primo, contorni e frutta), non variate o poco appetibili (pasta al pomodoro, verdure grigliate come secondo), che non consentono di comporre un pasto completo sul piano nutrizionale.
MIGLIORAMENTO DELLA
SALUTE PUBBLICA
Le cattive abitudini alimentari impattano negativamente anche sull'economia, determinando circa 8 trilioni di dollari all’anno di costi nascosti a livello globale. Per questo, secondo la FAO, è necessario e urgente riformare i sistemi alimentari e le politiche nutrizionali per ridurre questa spesa e promuovere scelte alimentari più sane.
Sin dal report “Diet, Nutrition and the Prevention of Chronic Diseases“ del 2003, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) evidenzia che il miglioramento delle abitudini alimentari può ridurre l’incidenza di malattie croniche (diabete, malattie cardiovascolari, ecc.), contribuendo a diminuire i costi per il sistema sanitario pubblico.
Un più recente report “Food in the Anthropocene: the EAT-Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems” evidenzia che una transizione verso diete a base vegetale non solo favorisce la salute pubblica, ma può anche tradursi in significativi risparmi economici grazie alla prevenzione di patologie croniche.
Diversi studi pubblicati su riviste scientifiche hanno stimato che il miglioramento della qualità della dieta a livello globale potrebbe prevenire milioni di morti premature e ridurre il carico economico derivante dal trattamento delle malattie correlate a una dieta inadeguata.
Anche la FAO, nel recentissimo report “The state of food and agriculture“ dichiara che un’alimentazione non salutare comporta costi nascosti a livello globale, stimati intorno agli 8 trilioni di dollari all’anno. Questi oneri derivano sia dalle spese sanitarie legate al trattamento di malattie croniche sia dalla perdita di produttività economica, evidenziando come le cattive abitudini alimentari impattino negativamente sia sulla salute pubblica che sull’economia. Il Report sottolinea come sia urgente riformare i sistemi alimentari e le politiche nutrizionali per ridurre questo enorme peso economico e promuovere scelte alimentari più sane.
Queste evidenze scientifiche suggeriscono che investire in politiche che promuovono un’alimentazione più sana rappresenta non solo un vantaggio per la salute dei cittadini, ma anche un’opportunità per ridurre la spesa pubblica a lungo termine, grazie alla diminuzione dei costi legati alla gestione delle malattie croniche.
I numeri della campagna
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio, del Ministro della Salute, del Ministro dell’Istruzione e del Merito e del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
Egregio Presidente del Consiglio,
Egregi Ministri,
Noi sottoscritti, professionisti della salute, Vi rivolgiamo questa lettera aperta per segnalare la necessità di un intervento normativo diretto ad aumentare la quantità e migliorare la qualità delle opzioni vegetali disponibili nelle mense pubbliche, ivi compresi gli ospedali e le scuole. Tale richiesta è motivata dalla necessità di salvaguardare la dieta mediterranea, patrimonio immateriale Unesco, che negli ultimi anni è sempre più minacciata da stili alimentari non salutari, quali il consumo di alimenti con elevato contenuto di zuccheri aggiunti, sale e grassi, oltre all’utilizzo di alimenti di origine animale in eccesso rispetto a quanto previsto dalle linee guida nutrizionali più recenti.
Proprio per questo motivo l’Unione Europea, attraverso il programma destinato alle scuole, supporta il consumo di frutta fresca e verdura nella prima infanzia, al fine di incoraggiare i bambini a seguire un’alimentazione e uno stile di vita sani.
Inoltre, numerosi studi dimostrano che una dieta ricca di alimenti vegetali è associata a una significativa riduzione del rischio di malattie croniche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già nel 2014, ha chiaramente evidenziato i benefici del consumo regolare di frutta, verdura, legumi e cereali integrali nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro.
Nel 2017 un position paper della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) sottolinea come le evidenze esaminate «chiariscono che diete vegetariane ben pianificate, che includono una vasta gamma di alimenti vegetali e una fonte affidabile di vitamina B12, forniscono un apporto nutrizionale adeguato. Per gli italiani, una dieta vegetariana sana e nutrizionalmente equilibrata può essere ottenuta scegliendo tra la grande varietà di alimenti vegetali tradizionalmente consumati in Italia (cereali, legumi, verdure, frutta, semi, frutta secca, olio d’oliva)».
La stessa SINU nel suo comunicato stampa di giugno 2024, a seguito del convegno nazionale, ha dichiarato che la revisione dei LARN ( i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione italiana) «segna una vera e propria evoluzione culturale, ponendo l’accento sull’inclusione di proteine vegetali rispetto a quelle animali, alla luce di nuove evidenze su mortalità e sostenibilità della produzione alimentare».
Inoltre, una recentissima umbrella review ha confermato che le diete a base vegetale sono associate a una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari e rischio di tumore.
Queste patologie rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità in Italia, e un’alimentazione più sana nelle mense pubbliche potrebbe giocare un ruolo cruciale nella loro prevenzione e portare anche ad un risparmio della spesa pubblica.
Come professionisti della salute ricordiamo, inoltre, che l’alimentazione a base vegetale è un’alimentazione inclusiva che risponde alle esigenze dietetiche di tutta la popolazione.
Oltre ai benefici per la salute e l’ambiente, le opzioni vegetali rispondono a necessità dietetiche sempre più diffuse. Un’ampia percentuale della popolazione italiana, il 72%, è intollerante al lattosio, dato che dovrebbe portare a rivedere la campagna latte nelle scuole, ed, inoltre, molte persone seguono diete specifiche per motivi di salute, etici o religiosi.
L’inclusione di un numero maggiore di opzioni vegetali nutrizionalmente bilanciate garantirebbe scelte sicure e accessibili a chiunque, rispettando sia le esigenze sanitarie che le preferenze personali.
In qualità di professionisti impegnati nella tutela della salute pubblica, chiediamo con urgenza che le Istituzioni prendano atto della necessità di introdurre opzioni alimentari vegetali obbligatorie nelle mense pubbliche. Questo cambiamento migliorerebbe la salute dei cittadini e favorirebbe un maggiore rispetto delle diversità dietetiche.
Certi che una tale misura possa contribuire positivamente alla salute delle persone, invitiamo le istituzioni a intervenire con responsabilità e tempestività.
Confidando nella vostra attenzione a queste importanti richieste, attendiamo un vostro cortese riscontro e porgiamo cordiali saluti.
Demografia
Hanno partecipato 280 persone, di cui 144 degenti (52% del totale) e 133 appartenenti al personale ospedaliero (48% del totale).
Tra i partecipanti, il 52,6% seguono un’alimentazione vegana, il 20,8% vegetariana e il 18,9% flexitariana (persone che riducono la carne ma non la eliminano del tutto).
Osservazioni generali
- Il menu ospedaliero è considerato poco gustoso e spesso inadatto alle preferenze alimentari dei pazienti.
- Scarsa attenzione a opzioni vegane/vegetariane complete e bilanciate.
- Necessità di formazione del personale e sensibilizzazione delle strutture ospedaliere sull’alimentazione vegetale.
Sprechi alimentari
Il 70% delle persone hanno osservato spesso o di frequente sprechi alimentari.
In particolare, è emerso che il cibo spesso viene consegnato freddo, scotto o è di scarsa qualità. In alcuni casi, la quantità delle porzioni è eccessiva.
Inoltre, il cibo avanzato non può essere riutilizzato o donato.
Lettera aperta dei professionisti
della salute e dell'alimentazione
Centinaia tra medici, dietisti, nutrizionisti e altri professionisti hanno sottoscritto la nostra lettera aperta ai decisori politici, chiedendo più opzioni vegetali nella ristorazione collettiva pubblica.
300 risposte al nostro sondaggio
sulla ristorazione ospedaliera
Un sondaggio tra quasi 300 membri del personale sanitario e degenti ospedalieri ha mostrato un forte interesse per i menù plant-based e ha evidenziato il problema dello spreco alimentare.