Cosa è successo
Il 23 settembre abbiamo trasmesso via PEC al Presidente e all’Amministratore delegato della Rai le prime 5.000 sottoscrizioni dell’appello «Il latte non ti fa grande», promosso insieme all’associazione Piano V. La lettera è arrivata anche al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio – l’ufficio che decide quali messaggi istituzionali vanno in onda gratuitamente sul servizio pubblico – al Ministero della Salute, al Ministero dell’agricoltura e, per conoscenza, all’AGCOM.
Chiediamo due cose: la sospensione immediata dello spot su reti televisive, radio, RaiPlay e canali social, e l’adozione da parte della Rai di un disciplinare interno che sottoponga a verifica scientifica ogni messaggio istituzionale a contenuto alimentare o sanitario, prima della messa in onda. Abbiamo chiesto una risposta scritta entro quindici giorni.
Perché contestiamo lo spot
La campagna «Il Latte ti fa Grande», voluta dal Ministero dell’agricoltura e in onda dall’8 settembre, dura trenta secondi ed è realizzata con immagini generate dall’intelligenza artificiale. Si apre su un neonato allattato al seno – «ti accompagna già dai primi passi» – e si chiude su un bicchiere di latte vaccino con il claim «il latte ti fa grande».
Due i problemi. Il primo è la sovrapposizione tra latte materno e latte vaccino: l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l’allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi, mentre le linee di indirizzo del Ministero della Salute sconsigliano il latte vaccino nel primo anno di vita. Metterli in sequenza sotto un unico claim suggerisce ai genitori una continuità che le autorità sanitarie escludono.
Il secondo è l’idea che il latte sia necessario per crescere: un’affermazione che non trova riscontro in nessuna linea guida nutrizionale italiana o europea, come sottolinea la dott.ssa Giada Guidi, coordinatrice scientifica di REFOOD. Le Linee guida per una sana alimentazione collocano latte e derivati tra le possibili fonti di calcio di una dieta varia, non tra gli alimenti indispensabili.
La voce del pediatra
A confermarlo è anche Carmelo Pistone, Medico Pediatra esperto in Diabetologia, che ha voluto sostenere l’appello con questa dichiarazione:
«Da pediatra, credo che sia importante superare l’idea del latte vaccino come alimento indispensabile per “far crescere” i bambini. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolineano l’importanza di una dieta varia e nutrizionalmente adeguata; anche la Società Italiana di Pediatria invita a non eccedere con il latte vaccino dopo il primo anno. Dopo i 12 mesi, una dieta varia e ben pianificata può garantire i nutrienti necessari anche attraverso alimenti di origine vegetale. La comunicazione sull’alimentazione infantile dovrebbe basarsi sulle evidenze scientifiche, non sulla promozione di un singolo alimento come indispensabile.»
«Se lo firmasse un’azienda, sarebbe pubblicità ingannevole»
Osserva l’avv. Alessandro Ricciuti, presidente di REFOOD:
«Se lo stesso messaggio fosse firmato da un’azienda, sarebbe una pubblicità ingannevole e un claim sulla salute vietato dal regolamento europeo. Contestiamo l’utilizzo di un messaggio fuorviante su un tema che riguarda la salute, con il logo dello Stato e nella fascia degli spazi gratuiti del servizio pubblico, al solo scopo di promuovere gli interessi privati di un comparto economico. Il Contratto di servizio impone alla Rai correttezza, verifica delle fonti e una particolare attenzione alla prima infanzia: chiediamo alla Rai di sospendere lo spot e di dotarsi di un disciplinare che sottoponga a verifica scientifica ogni messaggio istituzionale a contenuto alimentare o sanitario.»
Trasparenza: chi ha fatto lo spot, e quanto è costato?
Il 14 settembre abbiamo presentato al Masaf un’istanza di accesso civico per conoscere chi ha ideato e prodotto lo spot, con quale procedura e a quale costo. Lo stesso giorno il Responsabile della trasparenza del Ministero ha girato la richiesta agli uffici competenti, chiedendo loro di pubblicare gli atti soggetti a pubblicazione obbligatoria. A oggi, nella sezione «Amministrazione trasparente» del sito ministeriale non compare alcuna determina, contratto o importo riferito alla campagna – a differenza di quanto avvenuto per altre campagne dello stesso Ministero. Il Masaf ha tempo fino al 14 ottobre per rispondere.
L’interrogazione parlamentare
Il 23 settembre l’on. Eleonora Evi (PD) ha depositato un’interrogazione rivolta alla Presidenza del Consiglio e ai ministri dell’Agricoltura, della Salute e delle Imprese e del made in Italy. Chiede di rendere noti gli atti, l’affidatario e i costi della campagna e di spiegare perché la documentazione non risulti pubblicata; se lo spot sia stato sottoposto a una verifica scientifica preventiva e quali valutazioni ne abbiano consentito la trasmissione negli spazi Rai; se la messa in onda cesserà entro il 30 settembre, come previsto dalla circolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria; e se il Governo intenda sospendere lo spot e introdurre criteri di verifica scientifica per i futuri messaggi istituzionali.
Dal 1° ottobre lo spot non dovrebbe più andare in onda
C’è un ulteriore elemento. La Circolare n. 1/2026 del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, del 16 luglio scorso, vieta negli spazi gratuiti Rai gli spot con persone e voci generate dall’intelligenza artificiale, e consente alle campagne interamente in IA già commissionate di andare in onda solo fino al 30 settembre 2026. Lo spot sul latte è dichiaratamente realizzato con l’IA: dal 1° ottobre, secondo le stesse regole di Palazzo Chigi, non dovrebbe più essere trasmesso. Lo verificheremo.
Cosa puoi fare
L’appello resta aperto e ogni firma in più rafforza la richiesta: firma qui e condividi questa pagina. Nei prossimi giorni valuteremo una segnalazione formale all’AGCOM per la vigilanza sugli obblighi del Contratto di servizio e continueremo a seguire l’iter dell’accesso civico e dell’interrogazione. Vi terremo aggiornati qui.
